Sanzionata un’azienda per violazioni alla normativa privacy e allo Stato dei lavoratori, il Garante Privacy ribadisce il no al controllo a distanza

L’Autorità Garante ha sanzionato una società per aver installato strumenti di monitoraggio a distanza dell’attività lavorativa die dipendenti.

In particolare, la società aveva installato:

  • un sistema di allarme la cui attivazione e disattivazione si basava sull’uso delle impronte digitali, con ciò violando il generale divieto di trattamento di dati biometrici derogabile nel caso in cui esso sia necessario per assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti del titolare del trattamento o dell’interessato e sia previsto da una disposizione normativa, circostanze non rinvenibili nel caso di specie;
  • un impianto di videosorveglianza in assenza dei cartelli informativi, dell’informativa e senza l’autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • un applicativo per la geolocalizzazione di alcuni lavoratori, anche in questo caso in assenza di un’informativa privacy e della necessaria autorizzazione dell’INL.

Le violazioni sono emerse dall’ispezione avviata dall’Autorità in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy della Guardia di finanza, a seguito di una segnalazione.

L’Autorità ha pertanto:

  • disposto il divieto del trattamento effettuato mediante il sistema di videosorveglianza (art. 58, par. 2, lett. f), Regolamento);
  • disposto il divieto di monitoraggio continuo della posizione del lavoratore mediante il sistema di geolocalizzazione;
  • comminato una sanzione amministrativa pecuniaria pari ad € 20.000

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