Italia: medico sanzionato per aver comunicato dati particolari all’ex datore di lavoro di una sua paziente

L’Autorità ha sanzionato un medico per € 30.000 per aver comunicato in più occasioni al Responsabile delle Risorse Umane e all’ex datore di lavoro dell’interessata, informazioni relative a trattamenti medici eseguiti a favore della stessa, compreso un ricovero, allo scopo di sollecitare la stessa a definire le vicende relative a presunti mancati pagamenti di alcune prestazioni sanitarie.

A nulla sono valse le difese del medico, volte a sottolineare che il generico riferimento all’episodio del ricovero nulla potesse rivelare sullo stato di salute dell’interessata.

Neppure le giustificazioni del medico circa la sua buona fede sono state accolte, atteso che per l’Autorità è necessario che la buona fede o l’errore, affinché siano scusabili, si fondino su un elemento positivo, estraneo all’agente e idoneo a determinare in lui la convinzione della liceità del suo comportamento: il medico, in quanto titolare del trattamento era tenuto a rispettare diligentemente le norme sulla protezione dei dati.

L’Autorità ha infatti ritenuto tale comportamento quale comunicazione a terzi di dati sullo stato di salute dell’interessata, in assenza di idoneo presupposto giuridico.

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