il Garante sanziona una AUSL per diffusione di dati sanitari di un paziente: pubblicata una scheda di pronto soccorso su un cartellone pubblicitario

Una Azienda Usl ha realizzato un cartellone pubblicitario, posto in un luogo accessibile al pubblico, raffigurante un operatore sanitario seduto ad una postazione di lavoro.

Nel messaggio erano visibili i dati anagrafici e l’avvenuta erogazione di una prestazione sanitaria di pronto soccorso a favore di un paziente, il quale ha presentato reclamo presso il Garante e ha sporto denuncia/querela nei confronti del DPO per il reato ex art. 167 D.lgs 196/2003.

L’AUSL ha notificato la violazione al Garante ai sensi dell’art. 33 del Regolamento privacy.

Il Garante ha comminato alla AUSL una sanzione di € 20.000, per la violazione degli artt. 5, par.1, lett. a), c) e f), 9 e 25, parr. 1 e 2, del Regolamento, dell’art. 2 septies, comma 8 del Codice privacy.

Il quantum della sanzione è stato determinato tenendo conto di una serie di fattori, tra cui:

  • la diffusione riguarda i dati anagrafici correlati all’erogazione di una prestazione di pronto soccorso di un interessato presenti su un unico cartellone pubblicitario;
  • il predetto cartellone pubblicitario è stato affisso per poche settimane in un locale che, sebbene fosse aperto al pubblico, stante la concomitanza del periodo pandemico, era destinato al transito dei soli pazienti negativi al Covid-19 e precluso ai loro accompagnatori;
  • i fatti oggetto d’esame sono avvenuti in perduranza dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19;
  • l’AUSL ha realizzato corsi di formazione obbligatoria per il personale e predisposto una procedura aziendale.

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