Il personale di una struttura sanitaria ha consegnato dati sanitari (risonanza magnetica) a paziente errato.
Dalle risultanze dell’istruttoria, l’Autorità Garante ha ritenuto che l’episodio – pur avendo determinato un inconveniente per l’interessato che ha dovuto rimandare la visita medica proprio per l’assenza della risonanza magnetica – è risultato essere un fatto isolato e, sotto il profilo psicologico, privo di dolo.
L’Autorità ha inoltre valutato che il titolare del trattamento ha implementato le misure volte ad evitare la ripetizione della condotta lamentata (formazione, procedure, istruzione sulla consegna dei documenti sanitari etc.) e, pertanto, ha ritenuto l’evento quale violazione “minore”.