Da “La Zanzara”, a “Le Iene”, a Clubhouse: l’impatto della voce e delle registrazioni vocali sulla privacy

Podcast e altre iniziative basate sulle registrazioni vocali rappresentano un approccio sempre più utilizzato da aziende e professionisti per la divulgazione di contenuti di intrattenimento, marketing, formazione.

Ma che impatto possono avere sulla compliance con le norme a tutela della privacy?

Nella cornice giornalistica, con i provvedimenti a seguito di alcune inchieste de Le Iene e altri richiami alla trasmissione radiofonica La Zanzara, il Garante l’ha fatto capire a più riprese: la voce è un dato personale, espressione dell’identità di una persona ed elemento che ne permette l’identificabilità.

Il Garante su Le Iene: Provvedimento del 26 novembre 2020

Il Garante su Le Iene: Ordinanza ingiunzione nei confronti di R.T.I. – Reti Televisive Italiane s.p.a. – 6 febbraio 2020

La Zanzara: Illecita diffusione di dati personali raccolti con l’artificio della simulazione di altra identità – 2 dicembre 2015

E pochi mesi fa, anche il caso Clubhouse (piattaforma basata interamente sugli scambi vocali tra gli utenti) ci ha ricordato che l’impatto delle registrazioni vocali sulla protezione dei dati personali riguarda tutti, soprattutto nell’era dei social network, dell’intelligenza artificiale, e dell’Internet Of Things.

Il progresso tecnologico, infatti, porta sempre con sé nuove potenziali minacce: come non citare i deepfake? Molto conosciuti, ormai, per la capacità di ricreare in maniera estremamente realistica caratteristiche e movimenti di un volto altrui all’interno di un video; meno spesso, invece, si ricorda che questi software sono anche in grado di contraffare la voce di altre persone, con i rischi di furto di identità che ne conseguono.

Vademecum del Garante sui Deepfake

Ecco quindi un invito a non trascurare la protezione delle informazioni trasmesse con le nostre voci, che dovrà essere equivalente a quella dei dati personali che viaggiano in altri formati, testi, documenti, immagini.

Per approfondire l’argomento rimandiamo all’articolo dello Studio Legale Delli Ponti

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